Joachim Kroll confessò 14 omicidi commessi in Germania tra il 1955 e il 1976. Fu condannato per otto delitti dopo essere stato scoperto per un incredibile dettaglio nel suo appartamento.
Joachim Kroll, nato nel 1933, fu uno dei più inquietanti serial killer della Germania occidentale. Per oltre vent’anni colpì soprattutto donne e bambine nella regione della Ruhr, riuscendo a evitare l’arresto anche perché i delitti avvenivano in località diverse e non furono inizialmente collegati tra loro. Dopo la cattura confessò 14 omicidi, ma al processo gli vennero contestati e provati otto omicidi e un tentato omicidio.

Joachim Kroll: vent’anni di delitti senza un unico sospettato
La serie criminale attribuita a Kroll iniziò nel 1955 e proseguì fino al 1976. Le vittime erano spesso scelte casualmente e comprendevano ragazze molto giovani. La frammentazione geografica delle indagini contribuì a nascondere l’esistenza di un unico assassino. In almeno un caso un innocente finì persino in carcere per anni per uno dei delitti poi attribuiti a Kroll.
Kroll non si limitava all’omicidio. Dopo l’arresto raccontò agli investigatori di avere mutilato alcuni corpi e consumato parti delle vittime. È da queste confessioni e dai reperti trovati nella sua abitazione che nacquero i soprannomi di “Cannibale della Ruhr” e “Mangiatore di uomini di Duisburg”. È importante, tuttavia, non confondere le sue 14 confessioni con altrettante condanne: il procedimento giudiziario si concentrò su un numero inferiore di casi che potevano essere dimostrati.
La bambina scomparsa e la scoperta nell’appartamento
La fine della serie arrivò il 3 luglio 1976, dopo la scomparsa della piccola Marion Ketter, di quattro anni, che abitava nelle vicinanze di Kroll a Duisburg. Mentre la polizia cercava la bambina, emerse un problema alle tubature dell’edificio in cui viveva l’uomo.
Gli accertamenti portarono alla scoperta di resti umani nello scarico e, una volta entrati nell’appartamento, gli agenti trovarono altre parti del corpo della bambina conservate all’interno e alcuni resti in una pentola sul fornello. Kroll venne immediatamente arrestato.
Gli interrogatori aprirono improvvisamente vecchi fascicoli rimasti irrisolti per decenni. Già nel luglio 1976 Die Zeit raccontava come Kroll continuasse ad aggiungere nuovi omicidi alle proprie confessioni, mentre gli investigatori cercavano riscontri per ciascun episodio. Quando il processo iniziò a Duisburg il 5 ottobre 1979, l’accusa gli contestava otto omicidi consumati e un tentato omicidio, non tutte le morti da lui rivendicate.
Dopo un lunghissimo dibattimento, l’8 aprile 1982 Kroll venne riconosciuto colpevole degli otto omicidi e del tentato omicidio e condannato all’ergastolo. Rimase detenuto nella prigione di Rheinbach fino al 1° luglio 1991, quando morì per un attacco cardiaco. Il numero esatto delle sue vittime resta quindi diverso a seconda del criterio utilizzato: otto omicidi giudiziariamente provati, ma 14 confessati.